LJUBLIJANA A NATALE: LUCI, MERCATINI E PANORAMI INVERNALI NEL CUORE DELLA SLOVENIA

Ci sono viaggi che nascono da grandi programmi organizzati mesi prima e altri che prendono forma quasi all’improvviso, magari approfittando di qualche giorno libero tra una festività e l’altra. Questo viaggio a Lubiana appartiene un po’ alla seconda categoria.

Dopo la vigilia, il Natale trascorsi a casa e Santo Stefano passato a San Daniele del Friuli, siamo ormai quasi abituati a fare e disfare valigie in continuazione. Certo, quanto sarebbe stato bello riuscire a organizzare un bel ponte lungo di cinque giorni… ma il lavoro di Leo del 27 dicembre non lascia molta scelta.

Così, appena finito il turno, senza nemmeno avere il tempo di riposarci troppo, recuperiamo la macchina e partiamo alla volta della Slovenia.

Come sempre quando viaggiamo, non partiamo proprio leggeri.

Zaini, valigie, borse termiche e frighetti vari riempiono completamente il Fiestino, ma ormai è diventata quasi una tradizione. D’altronde, anche il viaggio più breve ha bisogno del suo piccolo equipaggiamento.

Arriviamo a Lubiana in serata e, per questa volta, scegliamo una sistemazione semplice ma funzionale: il Simbol Rooms, un ostello con camere colorate e una piccola cucina condivisa, perfetta per chi arriva tardi e vuole organizzarsi in autonomia.

E infatti, dopo una giornata intensa, la soluzione è presto trovata: qualche spiedino, un po’ di patate cucinate nella cucina dell’ostello e la cena è servita.


Le prime luci su Lubiana

La mattina seguente iniziamo finalmente la scoperta di Lubiana.

A fine dicembre il clima sloveno non è sicuramente dei più miti. L’aria è fresca, il sole basso e le temperature ricordano continuamente che siamo nel pieno dell’inverno.Fortunatamente, però, il cielo è dalla nostra parte.

Il sole illumina la città e rende piacevolissima la passeggiata lungo il fiume Ljubljanica, il vero protagonista del centro storico.

Lubiana è una città particolare: non ha le dimensioni delle grandi capitali europee, ma proprio questa sua dimensione raccolta è uno dei suoi punti di forza. Il centro si visita tranquillamente a piedi, passando in pochi minuti da piazze eleganti, ponti storici, mercatini e angoli perfetti per qualche fotografia.

Nel corso della storia la città ha vissuto diverse influenze, soprattutto quella dell’Impero Asburgico, che ha lasciato un’impronta evidente nell’architettura del centro. Ma gran parte dell’aspetto attuale di Lubiana è legato anche al lavoro dell’architetto sloveno Jože Plečnik, che nel Novecento ha ridisegnato molti spazi della capitale creando un equilibrio particolare tra edifici, acqua e spazi pubblici.

La prima tappa è il celebre Triplo Ponte (Tromostovje), uno dei simboli assoluti della città. Situato nel cuore di Lubiana, collega la parte storica della città con la zona di Piazza Prešeren ed è molto più di un semplice passaggio: è uno dei punti dove si percepisce meglio l’anima della capitale slovena.

Poco distante troviamo la bellissima Chiesa Francescana dell’Annunciazione, impossibile da non riconoscere grazie alla sua caratteristica facciata rosa che domina Piazza Prešeren.

Continuiamo poi lungo il fiume, dove incontriamo un altro luogo molto fotografato: il Ponte dei Draghi (Zmajski Most).

I quattro grandi draghi in bronzo che lo decorano sono diventati il simbolo stesso della città. Secondo la leggenda, infatti, il drago è legato alla nascita di Lubiana e ancora oggi rappresenta forza e protezione.

Non manca nemmeno una passeggiata sul Ponte dei Macellai (Mesarski Most), conosciuto soprattutto per i tantissimi lucchetti lasciati dalle coppie come simbolo d’amore.

The caldo fondamentale per il freddo

A rendere ancora più speciale l’atmosfera ci sono i numerosi alberi di Natale e soprattutto i mercatini natalizi che riempiono il centro.

Certo, visitare una città sotto Natale significa anche accettare un piccolo compromesso: da una parte le vie sono più affollate, dall’altra l’atmosfera è completamente diversa.

Le bancarelle propongono decorazioni, prodotti artigianali e soprattutto tante specialità gastronomiche slovene.

E proprio qui arriva il nostro pranzo.

Tra profumi irresistibili e temperature non proprio estive, decidiamo di concederci un enorme hamburger dentro un panino gigantesco.

La dimensione è talmente importante che il dubbio viene spontaneo:

“Questo sarà il pranzo o direttamente anche la cena?”

Probabilmente entrambe, spoiler: poi non sarà così

Dicembre però ha un piccolo difetto quando si viaggia: le giornate sono corte, molto corte.

E così, quando il pomeriggio inizia lentamente ad arriavre, è già il momento di cercare il nostro punto panoramico per il tramonto.

Pronti in posizione!

La scelta ricade sul Nebotičnik – Skyscraper, uno degli edifici più famosi di Lubiana e uno dei migliori punti panoramici della città.

Costruito negli anni Trenta, per molto tempo è stato uno degli edifici più alti della Jugoslavia. Oggi ospita un bar panoramico dal quale si può ammirare una splendida vista sul centro storico e soprattutto sul Castello di Lubiana.

Come spesso accade durante i nostri viaggi fotografici, non siamo lì per il cocktail più costoso della città.La nostra scelta è decisamente più semplice anche se siamo sempre guardati male da tutti: una normalissima acqua naturale: minima spesa massima resa.

Ci sistemiamo nel punto migliore della terrazza, con il Castello perfettamente davanti a noi.

E aspettando il tramonto capiamo di aver fatto la scelta giusta: il sole scende lentamente dietro la città, le velature alte nel cielo iniziano a colorarsi e il Castello di Lubiana si staglia contro la luce calda del tramonto.

È uno di quei momenti che speri sempre di trovare quando organizzi un viaggio: non servono grandi eventi, a volte basta semplicemente essere nel posto giusto al momento giusto.

Panoramica sopra Lubiana

La sera Lubiana cambia completamente volto.

Le luci natalizie illuminano le strade e, naturalmente, Tecla non può lasciarsi sfuggire l’occasione di visitare ogni singolo mercatino della città.

Prima però assistiamo a un momento davvero particolare: davanti alla Chiesa Francescana troviamo una grande folla riunita in attesa.

Il motivo? La sfilata di Babbo Natale. Ci uniamo anche noi alla gente del posto e aspettiamo il passaggio di Santa Claus immersi nell’atmosfera natalizia.

Non male direi!

Quando arriva l’ora di cena cerchiamo qualcosa di tipico, caratteristico e soprattutto con un buon rapporto qualità-prezzo.

La scelta ricade sulla Čevabdžinica Sarajevo ’84. Il locale è molto conosciuto in città e propone specialità della cucina balcanica, soprattutto i celebri ćevapi.

Quando arriviamo troviamo una lunga fila fuori dal locale.

Il freddo si fa sentire e aspettare un’ora all’aperto non sembra proprio il massimo, ma ormai siamo lì e decidiamo di resistere.

Alla fine la scelta si rivela azzeccatissima.

Il piatto arriva al tavolo e basta il primo assaggio per capire che l’attesa è stata ampiamente ripagata.

Stanchi e infreddoliti, dopo qualche ultimo giro tra le luci dei mercatini decidiamo di rientrare.

Lubiana di notte non offre tantissimi scorci fotografici, almeno rispetto ad altre capitali più grandi, ma la sua atmosfera tranquilla e raccolta ha comunque un fascino particolare.


La mattina seguente la sveglia suona abbastanza presto.

È arrivato il momento di lasciare il nostro piccolo rifugio al Simbol Rooms e dedicare le ultime ore alla visita di uno dei simboli assoluti della città: il Castello di Lubiana.

Il castello di Lubiana

Lasciamo l’ostello con i nostri zaini e ci dirigiamo verso il centro, ancora relativamente tranquillo rispetto al giorno precedente. una delle cose che più ci piace di Lubiana è proprio questa: nonostante sia una capitale europea, non trasmette mai quella sensazione caotica delle grandi città, tutto è raccolto, facilmente raggiungibile a piedi e ogni angolo sembra invitare a una passeggiata senza fretta.

Il castello domina la città dall’alto della collina di Grajska Gora e praticamente accompagna ogni scorcio del centro storico.

Le sue origini risalgono al Medioevo, anche se nel corso dei secoli la struttura è stata modificata e ricostruita più volte. La posizione strategica permetteva di controllare tutta la valle circostante e per molto tempo rappresentò il principale punto di difesa della città.

Passo dopo passo lasciamo alle nostre spalle le vie del centro fino ad arrivare alla parte alta della collina. Da qui la vista cambia completamente.

Lubiana appare ancora più bella dall’alto: il fiume Ljubljanica attraversa il centro storico, le case colorate si susseguono una accanto all’altra e sullo sfondo si intravedono le montagne slovene.

È proprio questo uno dei motivi per cui il castello merita una visita: non tanto per le sale interne, ma soprattutto per la possibilità di osservare la città da una prospettiva completamente diversa.

Ci concediamo qualche fotografia panoramica, gli ultimi scatti di questa capitale invernale e poi lentamente iniziamo a pensare al rientro. Abbiamo visto praticamente tutto quello che avevamo programmato.

Il viaggio non è ancora finito, prima di tornare definitivamente a casa abbiamo ancora qualche tappa in programma.

Lasciamo Lubiana e ci rimettiamo in macchina attraversando il paesaggio sloveno.

Brrr

È impossibile non notare quanto il clima rigido abbia trasformato completamente l’ambiente intorno a noi. Le temperature sono basse e la natura sembra quasi sospesa. La nostra prima fermata è un luogo che avevamo scoperto quasi per caso: il Dolinski Most, nei pressi di Vrhnika.

A prima vista potrebbe sembrare semplicemente un piccolo ponte immerso nella campagna slovena, ma quel giorno il freddo ha deciso di regalarci qualcosa di speciale.

Il terreno intorno al ponte è ricoperto da una moltitudine di cristalli di ghiaccio che brillano alla luce del sole.

Per qualche minuto sembra davvero di trovarsi in un piccolo regno invernale.

L’ultima tappa prima di rientrare è una città che ormai ha una tradizione non solo turistica, ma soprattutto culinaria: Gorizia.

Dimensioni oneste

Quando si passa da queste parti c’è una tappa obbligatoria: la famosa cotoletta lubianska da Gianni. Dopo averla vista nelle foto e averne sentito parlare più volte, finalmente arriva il momento di provarla.

E quando arriva al tavolo capiamo subito che forse abbiamo sottovalutato le dimensioni.

Più che una semplice cotoletta sembra davvero un “orecchio di elefante”.

Il risultato? Non riusciamo assolutamente a finirla, ma nessun problema.

Questa gigantesca cotoletta diventerà la nostra cena per i successivi tre giorni.

Un investimento culinario decisamente riuscito.

Con la pancia piena decidiamo di chiudere il viaggio nel modo migliore possibile: con un tramonto dall’alto. Raggiungiamo la terrazza panoramica del Castello di Gorizia, da cui si apre una splendida vista sui tetti della città.

Il sole lentamente scende dietro gli edifici, filtrando tra un tetto e l’altro e creando quella luce calda che rende ogni fotografia speciale.

Mentre siamo intenti a fotografare incontriamo una coppia di fotografi (più lui in realtà che lei) Iniziamo a parlare e scopriamo che anche loro condividono la nostra stessa passione. Ci raccontano del loro recente viaggio in Tanzania, di un safari appena concluso e delle emozioni vissute dall’altra parte del mondo.

Quando il sole ormai è tramontato arriva il momento di rimettersi in macchina. Il viaggio verso casa segna la fine di questa piccola avventura slovena.

Lubiana si è rivelata una piacevole sorpresa: una capitale elegante, raccolta e piena di atmosfera, soprattutto durante il periodo natalizio.

Non una città da correre a visitare in fretta, ma un luogo da vivere lentamente, passeggiando lungo il fiume, fermandosi nei mercatini, osservando i dettagli e lasciandosi sorprendere.

Slovenia, ci hai incuriosito.

Slovenia siamo sicuri che non sarà l’ultimo viaggio da queste parti.