NOTTINGHAM E BIRMINGHAM: LA TRA LEGGENDA DI ROBIN HOOD E L’INGHILTERRA PIU’ AUTENTICA

Ci sono viaggi che nascono da un sogno e altri che prendono forma quasi per caso. Questo weekend inglese appartiene decisamente alla seconda categoria.

L’idea iniziale era semplice: utilizzare Nottingham come base del viaggio e dedicare una giornata a Birmingham, una città che, almeno sulla carta, ci sembrava offrire più spunti fotografici che vere attrazioni turistiche. Una scelta forse insolita, ma proprio per questo ancora più interessante. D’altronde, le destinazioni che regalano le soddisfazioni più grandi sono spesso quelle da cui ci si aspetta meno.

Come ormai da tradizione, troviamo un volo Ryanair da Treviso a un prezzo davvero conveniente e decidiamo di partire il giovedì sera, così da sfruttare ogni singolo giorno del ponte del 25 Aprile.

Cin cin clandestino

L’atterraggio avviene a tarda sera. Dopo i controlli passaporti recuperiamo gli zaini e ci dirigiamo verso Nottingham, che ci accoglie nel silenzio di una notte ormai inoltrata. Le strade sono quasi deserte e quell’atmosfera tipicamente britannica, fatta di mattoni rossi, lampioni e pub ancora illuminati, ci fa capire subito di essere arrivati in Inghilterra.

L’appartamento scelto si trova nel quartiere di Radford, circa mezz’ora a piedi dal centro storico. Non è la posizione più comoda, ma preferiamo investire il budget in esperienze piuttosto che nell’hotel. E poi, in fondo, camminare è il modo migliore per iniziare a conoscere una città.

O almeno così ci raccontiamo mentre trasciniamo gli zaini nel cuore della notte.

Durante il tragitto ci fermiamo davanti a un piccolo supermercato per comprare qualche birra. Camminare mette sete, no? Peccato che la scena sia piuttosto insolita: La porta è chiusa e il commesso ci serve attraverso una minuscola finestrella blindata. Sembra di assistere a uno scambio clandestino più che acquistare due semplici lattine. Ci guardiamo sorridendo: il viaggio è iniziato da meno di un’ora e abbiamo già collezionato il primo aneddoto da raccontare.

Con le birre finalmente in mano raggiungiamo la camera, brindiamo all’inizio di questa nuova avventura e ci lasciamo cullare dal sonno.


La bellezza di Nottingham di prima mattina

La mattina seguente la sveglia suona… ma viene praticamente ignorata.

Le poche ore di riposo si fanno sentire e riusciamo a uscire soltanto verso le otto e mezza. Nessun problema. Il meteo promette sole fino all’ora di pranzo e nuvole nel pomeriggio. Per chi ama la fotografia significa una cosa sola: sfruttare le prime ore della giornata per visitare i luoghi più importanti.

La prima tappa è la Cattedrale di St Barnabas, elegante esempio di architettura neogotica costruita nella seconda metà dell’Ottocento. All’interno regna un silenzio quasi irreale. Le grandi vetrate colorate lasciano filtrare una luce morbida che illumina le navate con sfumature delicate. È uno di quei luoghi che ti costringono ad abbassare la voce senza nemmeno accorgertene.

Riprendiamo a camminare tra le vie del centro storico, alternando edifici vittoriani, vecchi pub e scorci che raccontano il passato industriale della città.

Nottingham, infatti, non è soltanto Robin Hood. Per secoli è stata uno dei centri più importanti dell’industria del merletto britannico e ancora oggi il quartiere del Lace Market conserva eleganti edifici in mattoni rossi che ricordano quell’epoca di grande prosperità.

Il nostro obiettivo, però, è ben visibile davanti a noi.

Il Castello di Nottingham.

Prima di raggiungerlo, però, Tecla tira fuori l’ennesimo colpo da maestra: aveva trovato un punto panoramico poco conosciuto, perfetto per fotografare il castello dall’alto senza utilizzare il drone, vietato in tutta l’area. Google Maps ci accompagna fino al parcheggio multipiano di St James Street.

Quando arriviamo sul tetto del parcheggio rimaniamo entrambi qualche secondo in silenzio.

Davanti a noi il castello domina la collina di arenaria su cui è stato costruito, con le sue mura che sembrano emergere direttamente dalla roccia. Da questa prospettiva acquista un fascino completamente diverso e ci regala uno degli scorci fotografici più belli dell’intero viaggio.

È incredibile come, a volte, i punti panoramici migliori non siano indicati su nessuna guida.

Il Nottingham Castle visto dal tetto del parcheggio

Purtroppo il cielo inglese decide di ricordarci che qui il sole è soltanto un ospite di passaggio.

Le nuvole iniziano ad avanzare rapidamente e capiamo subito che è il momento di scendere.

Il castello di Nottingham ha una storia lunga quasi mille anni. Fu costruito da Guglielmo il Conquistatore subito dopo l’invasione normanna del 1066 e per secoli rappresentò una delle fortezze più importanti del Regno d’Inghilterra.

Quello che si visita oggi è però un elegante palazzo ducale del XVII secolo, costruito dopo la distruzione della fortezza originale durante la Guerra Civile inglese.

La famosa statua di Robin Hood

Preferiamo non entrare nel museo: gli interni, per quanto interessanti, non rientrano nel tipo di visita che stavamo cercando. Molto meglio passeggiare all’esterno, godersi i panorami e lasciarsi trasportare dalla storia di questo luogo.

Ai piedi del castello troviamo lui: Robin Hood.

Che sia realmente esistito oppure no è ancora oggi oggetto di discussione tra gli storici, ma la sua figura è diventata il simbolo stesso di Nottingham. La statua che lo raffigura con l’arco teso è probabilmente una delle più fotografate dell’intera città.

Naturalmente non resistiamo alla tentazione di immortalare anche noi questo momento con uno dei tanti selfie destinati a diventare un ricordo del viaggio.

Lasciando il castello ci imbattiamo quasi per caso in un luogo che definire iconico è poco.

La vasta selezione…

Il Ye Olde Trip to Jerusalem.

Secondo la tradizione sarebbe uno dei pub più antichi d’Inghilterra, aperto addirittura nel 1189, anno dell’incoronazione di Riccardo Cuor di Leone. Costruito direttamente nella roccia ai piedi del castello, conserva ancora oggi piccole stanze scavate nella pietra e un’atmosfera che sembra essersi fermata al Medioevo.

Come si fa a entrare in uno dei pub più antichi del Paese e ordinare una sola birra?

Impossibile: iniziamo con una IPA, poi arriva una APA, poi un’altra birra fruttata, poi ancora una artigianale.

Ogni pinta è diversa dalla precedente e il tempo inizia a scorrere molto più velocemente del previsto: quando arrivano anche degli snack capiamo che il nostro programma culturale ha appena lasciato spazio a quello gastronomico.

Pitcher & Piano

Dopo una degustazione del genere la tappa successiva ci fa quasi sorridere: una chiesa.

O meglio… quella che un tempo era una chiesa.

Entriamo infatti al Pitcher & Piano, un elegante locale ricavato all’interno di una splendida chiesa sconsacrata. Anche senza musica e senza la folla della sera, questo luogo conserva un fascino davvero unico.

Quando usciamo il sole torna finalmente a fare capolino tra le nuvole.

È il momento perfetto per salire su un autobus e raggiungere Wollaton Park, uno dei parchi più belli di tutta l’Inghilterra.

Bastano pochi minuti per capire che non si tratta di un semplice giardino cittadino: qui la natura è protagonista.

Immensi prati si alternano a boschi secolari, mentre decine di cervi pascolano tranquillamente a pochi metri dai visitatori, completamente indifferenti alla loro presenza.

Al centro del parco si erge la spettacolare Wollaton Hall, una magnifica residenza elisabettiana costruita alla fine del Cinquecento. Molti la riconosceranno senza saperlo: Christopher Nolan la scelse come dimora di Bruce Wayne nella trilogia de Il Cavaliere Oscuro.

Con il passare delle ore la luce cambia lentamente: è il momento che preferisco.

Il sole si abbassa sull’orizzonte, le ombre si allungano e la facciata della villa si colora di sfumature dorate: montiamo i cavalletti e aspettiamo.

Quando il cielo inizia finalmente a tingersi di arancione capiamo che l’attesa è stata ripagata.

Scattiamo gli ultimi fotogrammi proprio mentre il parco sta per chiudere, non ci resta che richiudere in fretta tutta l’attrezzatura e correre verso la fermata dell’autobus che riusciamo a prenderlo al volo.

Un 360° a Wollaton Park

Mentre rientriamo verso il centro città c’è un solo pensiero che accomuna entrambi.

Dopo tutti quei chilometri…

…è arrivato il momento di mangiare una vera bistecca.

Ci siamoooo

Durante il viaggio in bus avevamo iniziato a fantasticare su una bella bistecca cotta alla griglia, di quelle che ti riconciliano con il mondo dopo un’intera giornata passata a camminare. Il problema è che, dopo aver dato un’occhiata ai prezzi delle steakhouse del centro, l’entusiasmo si ridimensiona rapidamente. Molti locali sono decisamente fuori dal nostro budget.

Tra le varie alternative ne troviamo però una che sembra promettere bene: JPingo’s Flame Grill Steakhouse.

C’è soltanto un piccolo dettaglio: è un ristorante halal.

Ammetto che, per pura ignoranza sull’argomento, entriamo con qualche dubbio. Ma ormai la voglia di carne è troppo forte per lasciarci scoraggiare. La figuraccia, naturalmente, arriva dopo pochi secondi.

Mi siedo, apro il menù e, con assoluta naturalezza, ordino una birra. Il cameriere mi guarda con un sorriso quasi divertito e mi spiega che, essendo un locale halal, non vengono servite bevande alcoliche. Per qualche secondo cala il silenzio.

Poi ci guardiamo, scoppiamo a ridere e decidiamo di rimanere comunque. Le birre possono aspettare. Una buona bistecca, invece, no.

È probabilmente una delle decisioni migliori dell’intero viaggio.

La rump steak arriva fumante, perfettamente cotta e incredibilmente tenera. Bastano pochi bocconi per dimenticare completamente l’assenza della birra.

La serata prosegue con una tranquilla passeggiata nel centro di Nottingham.

Avevamo immaginato di dedicarci anche a qualche fotografia notturna, ma la città, almeno dal nostro punto di vista, non offre moltissimi scorci dopo il tramonto. L’edificio più scenografico, la Nottingham Council House, è completamente circondato dagli stand dello street food festival che anima la piazza proprio durante quei giorni.

Le luci del mercato creano sicuramente una bella atmosfera per chi vuole trascorrere la serata tra musica e buon cibo, ma rendono praticamente impossibile ottenere le fotografie pulite che avevamo immaginato.

Così decidiamo di non fare troppo tardi.

L’indomani ci aspetta una nuova città.


Dopo una veloce colazione e un ultimo giro tra le vie di Nottingham, finalmente libere dalla folla del giorno precedente, raggiungiamo la stazione ferroviaria.

Il viaggio verso Birmingham dura poco più di un’ora.

È sufficiente per vedere cambiare completamente il paesaggio inglese fuori dal finestrino e, soprattutto, per passare da una città ricca di storia medievale a quella che viene considerata il cuore della Rivoluzione Industriale britannica.

Per molti Birmingham è soltanto una città moderna, in realtà è molto di più.

Tra Settecento e Ottocento qui nacquero alcune delle innovazioni che cambiarono per sempre il mondo industriale. Per questo motivo viene spesso definita la “Workshop of the World”, l’officina del mondo.

Appena arrivati capiamo subito che l’atmosfera è completamente diversa da Nottingham

La spettacolare biblioteca di Birmingham

La nostra prima destinazione è la spettacolare Library of Birmingham.

Fin dal primo sguardo rimaniamo colpiti dalla sua architettura.

L’edificio, inaugurato nel 2013, è rivestito da un intreccio di anelli metallici che gli conferiscono un aspetto moderno e inconfondibile. A ogni piano si aprono nuove prospettive, grandi vetrate e terrazze panoramiche che permettono di osservare la città da punti di vista sempre diversi.

Passiamo qui parecchio tempo.

Saliamo lentamente fino all’ultimo livello, ci fermiamo ad ammirare lo skyline e ci godiamo con calma quella che, senza dubbio, è l’attrazione che più ci ha colpito di Birmingham.

Non è una città che conquista immediatamente, va osservata, capita, fotografata.

E forse è proprio questo il suo punto di forza.

Nel pomeriggio raggiungiamo una delle zone più piacevoli della città: Gas Street Basin.

Chi arriva qui per la prima volta difficilmente immagina che questi canali rappresentassero il cuore pulsante della rivoluzione industriale inglese. Oggi, invece, sono diventati uno dei luoghi più rilassanti della città.

Passeggiamo lentamente lungo l’acqua osservando vecchie chiatte trasformate in abitazioni, ponti in mattoni, pub storici e locali affacciati sui canali.

L’atmosfera è sorprendentemente tranquilla: per qualche momento sembra quasi di trovarsi in una piccola Amsterdam inglese.Il sole inizia lentamente a scendere e la luce del tardo pomeriggio rende tutto ancora più piacevole.

Dopo esserci concessi una lunga passeggiata decidiamo di raggiungere il quartiere dello shopping.

Il motivo, però, non è fare acquisti: avevo visto una fotografia di uno scorcio particolarmente futuristico tra i moderni edifici della zona e volevo assolutamente trovarlo.

Anche questa volta la ricerca ci porta… su un parcheggio multipiano, piano dopo piano cerchiamo di individuare l’inquadratura perfetta. Alla fine la troviamo, o quasi: è una di quelle rare occasioni in cui la fotografia vista sul web si rivela molto più spettacolare della realtà. Succede anche questo. Fa parte del gioco. Nel frattempo arrivano anche le prime gocce di pioggia.

Week all’insegna della ciccia!

Per cena torniamo ancora una volta su un grande classico: la bistecca della sera precedente ci è rimasta nel cuore e così decidiamo di cercare un tipico pub inglese dove mangiare della buona carne.

La scelta ricade sul The Big Bull’s Head. L’atmosfera è esattamente quella che ci aspettavamo con il locale è gremito di persone.

Sul grande schermo scorrono le immagini di una partita di calcio, qualcuno canta, altri brindano con enormi pinte di birra e il rumore delle conversazioni riempie ogni angolo del pub.

L’unico posto libero è… al bar: accettiamo senza pensarci troppo salvo scoprire, pochi minuti dopo, che gli inglesi al bancone vivono il pub in maniera decisamente più espansiva di quanto siamo abituati noi.

Tra cori improvvisati, brindisi e baccano da stadio, trascorriamo una serata autenticamente britannica.

Chamberlain Square

Quando usciamo ha ormai smesso di piovere: è il momento migliore per fotografare Birmingham.

Tra Chamberlain Square, il Municipio, la Biblioteca illuminata e gli edifici contemporanei realizziamo alcune delle immagini che cercavo fin dall’inizio del viaggio.

La città, di notte, cambia completamente volto, molto più elegante, molto più fotogenica.


L’ultima mattina decidiamo di non programmare praticamente nulla.

Torniamo alla Library of Birmingham e a Chamberlain Square, questa volta quasi completamente deserte: è incredibile quanto un luogo possa cambiare semplicemente visitandolo a un orario diverso.

English breakfast

Anche i canali di Gas Street Basin sembrano trasformati: il brusio degli aperitivi del giorno precedente lascia spazio al rumore dell’acqua e ai passi di qualche raro passante.

Arriva il momento della colazione e quando si è in Inghilterra una vera English Breakfast è praticamente d’obbligo.

Uova strapazzate, bacon croccante, salsicce, toast, avocado, fagioli, hash brown naturalmente non manca nemmeno una buona birra ad accompagnare il tutto.

Prima di raggiungere l’aeroporto c’è ancora il tempo per una tappa che, ormai, è diventata una tradizione in tante città: il LEGO Store.

Come ogni appassionato che si rispetti, passo diversi minuti a osservare gli scaffali, le incredibili costruzioni giganti, i nuovi set, combattuto tra la voglia di portare a casa mezzo negozio e quella di non svuotare il portafoglio. Per fortuna prevale il buon senso e torniamo a casa a mani vuote , ma con tanti ricordi indelebili.

Quando il nostro aereo decolla e l’Inghilterra inizia lentamente a scomparire sotto le nuvole, ripensiamo a tutto quello che abbiamo vissuto in pochi giorni.

Nottingham ci ha conquistati con le sue leggende, i suoi pub secolari e quell’atmosfera medievale che sembra raccontare ancora le imprese di Robin Hood.

Birmingham, invece, ci ha sorpresi: una città spesso sottovalutata, capace però di mostrare un volto moderno, creativo e incredibilmente fotogenico.