RIGA: UN COMPLEANNO NEL CUORE DEL BALTICO

Per una volta questa nostra avventura non inizia nel cuore della notte. Decidiamo infatti di prendere un volo nel pomeriggio da Treviso, una scelta decisamente più rilassante del solito, che ci permette di partire senza l’ormai classica levataccia.

Anche la data non è affatto casuale: ho deciso di festeggiare il mio 27esimo compleanno in Lettonia e, quando mi viene in mente un’idea del genere, difficilmente qualcuno riesce a farmi cambiare programma.

Il volo scorre veloce e, poco prima dell’atterraggio, sotto di noi compare l’immensa distesa del Mar Baltico. È il nostro primo incontro con questa parte d’Europa che da tempo ci incuriosiva e che finalmente stiamo per esplorare.

Una volta atterrati all’aeroporto di Riga dobbiamo raggiungere il centro città. Per nostra fortuna scopriamo che proprio quel fine settimana i mezzi pubblici sono gratuiti: un piccolo colpo di fortuna che ci permette di iniziare il viaggio nel migliore dei modi, risparmiando anche il costo del biglietto.Durante il tragitto conosciamo Fayez, un ragazzo di Vicenza con la nostra stessa passione per i viaggi improvvisati, i voli low cost e i weekend mordi e fuggi. Tra una chiacchiera e l’altra scopriamo che anche lui ama collezionare esperienze e, in pochi minuti, sembra quasi di viaggiare con un vecchio amico.

Lasciati gli zaini nel nostro appartamento, non perdiamo tempo: la prima serata lettone merita di essere inaugurata come si deve e ci dirigiamo subito verso Ala Pagrabs, probabilmente il locale più famoso della città per chi vuole assaporare la vera atmosfera di Riga.

Situato nei sotterranei di un antico edificio del centro storico, Ala Pagrabs è molto più di una semplice birreria. Tavoli in legno, volte in mattoni, musica tradizionale dal vivo e decine di birre artigianali creano un ambiente caldo, vivace e incredibilmente autentico. L’aria è quella delle grandi taverne medievali, dove persone di ogni età si ritrovano semplicemente per stare insieme. Mangiamo piatti tipici lettoni accompagnati da ottima birra locale mentre la sala si riempie sempre di più. A un certo punto inizia anche un concerto di musica popolare dal vivo: il volume è decisamente alto e parlare diventa praticamente impossibile, ma poco importa. Ci lasciamo trascinare dall’atmosfera e dal continuo via vai di persone che cantano, brindano e si divertono.

Come se il mondo fosse davvero piccolo, nel locale ritroviamo anche Fayez, che decide di fermarsi qualche minuto con noi prima di continuare la sua serata.

Quando il concerto termina — o forse siamo semplicemente noi a decidere che per i nostri timpani può bastare — usciamo finalmente nel centro storico illuminato. Riga di notte ha un fascino particolare: le facciate color pastello, i vicoli acciottolati e le guglie delle chiese creano un’atmosfera quasi nordica ma allo stesso tempo sorprendentemente romantica.

Per me, però, questa passeggiata ha anche un significato speciale. È la prima vera uscita fotografica dopo aver frequentato un corso dedicato alla fotografia notturna e alla tecnica MEMMB appena imparata. L’entusiasmo è tanto, l’esperienza ancora poca. Le fotografie che oggi si trovano nella galleria del sito forse non sono perfette, ma raccontano benissimo quel momento: ogni fotografo migliora proprio grazie ai propri errori e quelle immagini rappresentano il primo vero passo in una nuova direzione. e.

Tra un cavalletto, qualche lunga esposizione e diversi tentativi, la notte avanza rapidamente. Proprio quando ormai stavamo rientrando soddisfatti verso l’appartamento, Tecla si blocca di colpo: lo zaino! Presi dall’entusiasmo delle fotografie, lo aveva dimenticato insieme all’ombrello nella Piazza del Municipio, proprio davanti alla Casa delle Teste Nere. Nel giro di un secondo la tranquillità lascia spazio al panico e parte una vera corsa contro il tempo attraverso le vie del centro storico. Dopo quasi un quarto d’ora di corsa arriviamo nuovamente in piazza con il fiato corto e il cuore in gola. Lo sguardo cade subito nel punto in cui ci eravamo fermati poco prima… ed eccolo lì: lo zaino è ancora al suo posto, come se ci stesse aspettando. Un piccolo miracolo che difficilmente sarebbe successo in molte altre città. Dopo lo spavento ci scappa una bella risata, perché in fondo tutto è bene quel che finisce bene, e possiamo finalmente rientrare a dormire decisamente più sereni.


“Tanti auguri a me!”

La giornata del compleanno inizia con tutto l’entusiasmo possibile… ma basta aprire la finestra per capire che il meteo ha idee completamente diverse dalle nostre. Il cielo è grigio, le nuvole sono basse e una pioggia insistente bagna senza sosta le strade di Riga. Purtroppo non possiamo fare altro che adattarci: siamo qui per un solo weekend e non abbiamo alcuna intenzione di lasciare che qualche goccia d’acqua rovini il viaggio.

Iniziamo quindi l’esplorazione del centro storico, dichiarato Patrimonio dell’Umanità UNESCO, uno dei meglio conservati di tutto il Nord Europa. Riga fu una delle città più importanti della Lega Anseatica e, ancora oggi, passeggiando tra le sue vie, si percepisce chiaramente il passato mercantile che l’ha resa una delle capitali più influenti del Mar Baltico.

La nostra prima tappa è la splendida Piazza del Municipio, dominata dalla spettacolare Casa delle Teste Nere. Il nome incuriosisce subito: l’edificio apparteneva alla confraternita dei Mercanti Celibi, che aveva come simbolo San Maurizio, raffigurato con la pelle scura. Distrutta durante la Seconda guerra mondiale, la palazzina è stata ricostruita fedelmente ed è oggi uno degli edifici più iconici di Riga.

Proseguiamo verso il Duomo, la più grande chiesa medievale dei Paesi Baltici, passando davanti alle eleganti case colorate del centro e ai vicoli che sembrano usciti da un libro illustrato. Poco distante si trova anche la celebre Chiesa di San Pietro, il cui campanile domina l’intero centro storico e che diventerà, più tardi, il nostro punto panoramico preferito.

Per ripararci dal diluvio ci rifugiamo in uno dei locali più semplici e autentici del centro, il Lido, una sorta di mensa moderna molto amata sia dai lettoni sia dai turisti. Qui il concetto è semplice: ci si serve lungo il bancone scegliendo tra decine di piatti della tradizione locale. È il posto perfetto per assaggiare la vera cucina lettone senza spendere una fortuna. Tra zuppe, patate, carne e specialità tipiche, Tecla decide finalmente di ordinare anche un piattino di salmone affumicato. Quello che inizialmente sembrava un semplice contorno si rivelerà invece uno dei ricordi gastronomici più belli del viaggio: un salmone morbido, delicato e incredibilmente saporito, probabilmente il più buono che abbiamo mai mangiato. Altro che quello servito nei comuni ristoranti di sushi!

Nel pomeriggio il maltempo continua a non dare tregua, ma per fortuna avevamo già prenotato una visita al chiuso che si rivelerà una delle esperienze più intense dell’intero weekend: il Museo del KGB, conosciuto anche come Corner House.

Questo edificio fu il quartier generale della polizia segreta sovietica durante l’occupazione della Lettonia. Tra queste mura migliaia di persone vennero interrogate, imprigionate, deportate o condannate semplicemente perché considerate contrarie al regime. La visita guidata conduce attraverso gli uffici degli agenti, le celle di isolamento e gli ambienti in cui i prigionieri trascorrevano giorni, settimane o addirittura mesi senza sapere quale sarebbe stato il loro destino. È una testimonianza molto forte della storia del Novecento e permette di comprendere quanto profonde siano ancora oggi le ferite lasciate dall’occupazione sovietica nei Paesi Baltici.

La parte che ci colpisce maggiormente è senza dubbio la stanza delle esecuzioni. Entrarci significa percepire un silenzio quasi irreale, un luogo che ancora oggi sembra conservare il peso delle vicende che vi sono accadute. È uno di quei posti in cui le fotografie passano inevitabilmente in secondo piano e si preferisce semplicemente osservare, ascoltare e riflettere.

L’opera Nazionale, uno dei primi scatti senza la pioggia

Quando usciamo, finalmente la pioggia concede una breve tregua. Ne approfittiamo subito per riprendere la visita della città, passando davanti al Monumento alla Libertà, simbolo dell’indipendenza lettone, e al magnifico edificio dell’Opera Nazionale, elegante e raffinato, che domina uno dei viali più belli di Riga. Passeggiamo senza una meta precisa tra piazze, vicoli e scorci del centro storico, cercando di recuperare almeno in parte il tempo perso durante la mattinata.

Intanto il pomeriggio lascia lentamente spazio alla sera e arriva il momento della decisione più importante della giornata. Salire subito sulla torre della Chiesa di San Pietro, il miglior punto panoramico della città, oppure aspettare il giorno seguente sperando in condizioni meteo migliori? Dopo qualche minuto di riflessione scegliamo di non rischiare. Se il tramonto dovesse essere deludente, avremmo sprecato l’occasione migliore per fotografare Riga dall’alto. Decidiamo quindi di spostarci semplicemente lungo il fiume Daugava, nei pressi del castello e del lungofiume.

Mai scelta fu più azzeccata.

Non servono filtri!!

Quello che accade davanti ai nostri occhi è qualcosa di difficile da raccontare. Dopo una giornata intera di pioggia, il sole riesce finalmente a trovare uno spiraglio tra le nuvole ancora cariche d’acqua e, nel giro di pochi minuti, il cielo si trasforma completamente. Le nubi iniziano a incendiarsi di sfumature rosse, arancioni e viola, mentre tutta la città sembra riflettersi nel fiume come in uno specchio. Per qualche istante Riga sembra letteralmente andare a fuoco, ma è uno di quei fuochi che ogni fotografo sogna di vedere almeno una volta.

Ancora oggi lo considero uno dei tramonti più belli che abbia mai fotografato.

Da togliere il fiato

Dopo una giornata trascorsa quasi sempre sotto l’ombrello, quella luce ci ripaga di tutta l’attesa e ci regala finalmente gli scatti che speravamo di portare a casa.

L’unico scatto che riesco a salvare

Purtroppo la tregua dura poco. Nel giro di qualche minuto le nuvole tornano a coprire il cielo e ricomincia a piovere con forza. Come se non bastasse, il nostro obiettivo 50 mm decide proprio in quel momento di smettere quasi completamente di funzionare, probabilmente a causa dell’umidità accumulata durante la giornata. Gli scatti notturni che avevo immaginato sfumano uno dopo l’altro e la frustrazione inizia a prendere il sopravvento. Riesco a salvare praticamente una sola fotografia: lo skyline di Riga riflesso nel Daugava. Poco, pochissimo rispetto a quello che avevo in mente.

Per festeggiare il mio compleanno, però, Tecla aveva organizzato una sorpresa che riesce almeno in parte a farmi dimenticare tutta quella delusione. Aveva prenotato una cena al Rozengrāls, probabilmente il ristorante più caratteristico di tutta Riga.

Sembra di ritornare veramente al medioevo!

Entrare al Rozengrāls significa fare un salto indietro di oltre cinquecento anni. Il locale è ospitato nei sotterranei di un edificio medievale del XIII secolo ed è arredato con tavoli in legno massiccio, pareti in pietra, armature, candelabri e camerieri vestiti con abiti d’epoca. Anche il menù si ispira alla cucina medievale, proponendo ricette preparate secondo antiche tradizioni baltiche. Più che una semplice cena è una vera esperienza immersiva, capace di trasportarti nella Riga dei mercanti della Lega Anseatica.

27 con “gioia”

Nonostante tutto, però, dentro di me rimane un pizzico di amarezza. Sarà che sono terribilmente meteoropatico, sarà che avevo immaginato questo compleanno con un’altra luce e con tutt’altro cielo, ma non riesco a godermi completamente la serata come avrei voluto. Spero almeno che Tecla e mio papà si stiano divertendo più di me.

Prima di andare a dormire guardo fuori dalla finestra e penso soltanto una cosa:

“Riga… domani mi devi regalare una bella giornata, altrimenti ti metto una croce sopra.”


Fortunatamente la città decide di ascoltarmi.

Finalmente il sole!!

La mattina successiva il cielo è completamente diverso. L’aria è fresca, qualche nube bianca attraversa lentamente l’azzurro e la luce è quella che ogni fotografo sogna di trovare. Con il volo previsto nel primo pomeriggio abbiamo ancora poche ore a disposizione, ma sono sufficienti per rivivere la città sotto una veste completamente nuova.

Torniamo subito nella Piazza del Municipio, finalmente quasi deserta, e ci godiamo la Casa delle Teste Nere illuminata dal sole del mattino. Camminiamo ancora tra i vicoli del centro storico, attraversiamo il quartiere più artistico della città e ci dirigiamo finalmente verso la Chiesa di San Pietro, rimandata il giorno precedente.

Esattamente il selfie che volevo! Tanti auguri a me!

La salita ripaga ogni minuto dell’attesa. Dalla terrazza panoramica si apre un panorama spettacolare a 360 gradi: i tetti colorati della Città Vecchia, il corso del Daugava, la moderna Biblioteca Nazionale, i ponti che attraversano il fiume e, sullo sfondo, il contrasto tra la Riga medievale e quella contemporanea. Il cielo, finalmente limpido ma impreziosito da qualche nuvola, rende ogni fotografia ancora più dinamica. Qui ci fermiamo quasi un’ora tra selfie, panorami e lunghe pause semplicemente ad osservare la città dall’alto. È esattamente l’immagine di Riga che speravo di portare a casa e di imprimere nella mia mente.

Super pano
Ultimo spuntino lettone

Prima di rientrare ci concediamo un ultimo spuntino a base di fritti, anelli di cipolla, salse e, naturalmente, un’ultima birra lettone. Con calma raggiungiamo poi la Biblioteca Nazionale, da dove parte l’autobus diretto all’aeroporto, e durante il tragitto riusciamo ancora ad ammirare il grande Ponte Ferroviario sul Daugava, uno degli scorci più fotografati della capitale.

E proprio quando pensiamo che il viaggio sia ormai concluso… sull’autobus ritroviamo ancora una volta Fayez. Evidentemente Riga non è poi così grande oppure, semplicemente, quando due persone condividono lo stesso modo di viaggiare finiscono inevitabilmente per incrociarsi più volte.

Con il sorriso saliamo sull’aereo che ci riporta a Treviso. Questo è stato il nostro primo viaggio nei Paesi Baltici e, nonostante il meteo ci abbia fatto dannare non poco, Riga è riuscita comunque a conquistarci. Tra un acquazzone, una delusione fotografica, uno dei tramonti più belli mai visti e un compleanno trascorso lontano da casa, ci ha regalato emozioni autentiche. E in fondo è proprio questo il bello dei viaggi: non devono essere perfetti per essere indimenticabili, anche se con il sole è tutto più bello semicit.