TRA CASTELLI, VIGNETI E BORGHI: UN WEEKEND NEL PARCO DEI COLLI EUGANEI
Era da parecchio tempo che volevamo concederci un fine settimana tra i Colli Euganei, eppure, nonostante la vicinanza a casa, avevamo sempre rimandato. Forse perché sono una di quelle destinazioni che dai quasi per scontate, convinto che ci sarà sempre un’altra occasione, oppure perché non avevamo mai trovato un itinerario che ci convincesse fino in fondo. Alla fine, però, è bastato organizzare tutto per bene per scoprire uno dei weekend più piacevoli dell’estate.
La vicinanza ci permette di prendercela con calma: niente partenze il venerdì sera, nessuna sveglia nel cuore della notte e nessuna corsa contro il tempo. Dopo una tranquilla colazione carichiamo gli zaini in macchina e partiamo senza fretta, con l’idea di lasciarci guidare più dalla curiosità che da un programma preciso.
Quando ormai siamo quasi arrivati al nostro alloggio, però, il cielo decide di metterci subito alla prova. Iniziano a cadere dei grossi goccioloni che non promettono nulla di buono e, guardandoci, ci chiediamo se non avessimo scelto proprio il weekend sbagliato. Fortunatamente è soltanto un falso allarme: nel giro di pochi minuti la pioggia smette e le nuvole iniziano lentamente ad aprirsi.

Dopo il rapido check-in a Casa Agricola Amicizia, un piccolo bed & breakfast immerso nella tranquillità della campagna appena fuori dal Parco Regionale dei Colli Euganei dove passeremo la notte, partiamo alla scoperta del parco
Da quel momento in poi decidiamo di non seguire un itinerario troppo rigido. Iniziamo semplicemente a percorrere le strade che si arrampicano dolcemente tra le colline, attraversando piccoli borghi, filari di vigneti e continui saliscendi che regalano scorci sempre diversi. I Colli Euganei, nati milioni di anni fa da antichi fenomeni vulcanici, sono infatti un paesaggio piuttosto insolito per la Pianura Padana: decine di rilievi isolati che emergono all’improvviso dalla pianura, creando un territorio ricco di boschi, uliveti, vigneti e piccoli paesi che sembrano essersi adattati perfettamente alla forma delle colline.
Nel frattempo il meteo cambia completamente e quella pioggia che poco prima ci aveva fatto preoccupare lascia spazio a una splendida giornata estiva, con un cielo limpido e una luce perfetta per iniziare finalmente a esplorare la zona.

La nostra prima vera tappa è la Cascata Schivanoia, un luogo che avevo visto infinite volte nelle fotografie di altri fotografi di paesaggio, ma che non ero mai riuscito a visitare di persona. Per raggiungerla bisogna affrontare una breve passeggiata nel bosco, niente di particolarmente impegnativo, almeno sulla carta. Il vero avversario della giornata, infatti, non è il dislivello, ma l’umidità di luglio nei dintorni di Padova, che si fa sentire fin dai primi minuti di cammino e ci mette subito alla prova.
La cascata in sé non è particolarmente grande, ma è incastonata in un ambiente molto suggestivo, dove il verde della vegetazione e il rumore dell’acqua creano un’atmosfera fresca e rilassante. Dopo qualche fotografia e una breve sosta decidiamo però di cercare un po’ d’aria più fresca risalendo verso le quote più alte dei Colli Euganei.
La scelta ricade sul Monte Venda, la cima più alta dell’intero parco con i suoi oltre 600 metri di altitudine, dove un sentiero conduce all’antico Monastero degli Olivetani.
Il complesso monastico venne fondato nel Duecento e per secoli rappresentò uno dei più importanti luoghi religiosi dei Colli Euganei, abitato dai monaci olivetani fino alla soppressione degli ordini religiosi in epoca napoleonica. Oggi ne rimangono i suggestivi resti, immersi nel bosco, che contribuiscono a rendere ancora più affascinante la salita.La fatica viene ripagata non appena raggiungiamo il punto panoramico. Da quassù lo sguardo può spaziare su gran parte del Parco dei Colli Euganei, riconoscendo facilmente il vicino Monte Rua, con il suo eremo ancora oggi abitato da una comunità di monaci di clausura, ma anche numerosi paesi che punteggiano la pianura circostante, come Galzignano Terme, Teolo, Torreglia, Arquà Petrarca, Baone ed Este,.
Seduti ad ammirare questo panorama, tiriamo fuori i panini preparati da casa e una bella birra fresca che avevamo avuto l’ottima idea di mettere nello zaino. Forse non sarà un pranzo gourmet, ma difficilmente un ristorante avrebbe potuto offrirci una sala con una vista migliore di questa.


Dopo esserci riposati riprendiamo il fiestino senza una vera destinazione. È proprio questo uno degli aspetti che ci ha sorpreso maggiormente dei Colli Euganei: il parco è abbastanza esteso da offrire tantissimi scorci diversi, ma allo stesso tempo abbastanza raccolto da permettere di passare rapidamente da una zona all’altra senza trascorrere ore alla guida.Senza quasi rendercene conto ci ritroviamo così a Monselice, ormai fuori dai confini del parco, e decidiamo di salire sul vicino Monte Ricco per avere una visuale dall’alto del famoso castello di Monselice.
Questa piccola altura domina completamente Monselice e offre uno dei punti panoramici più belli dell’intera zona. Dal belvedere lo sguardo abbraccia il centro storico, il castello, la Rocca e buona parte della pianura veneta, mentre alle nostre spalle tornano protagonisti i profili morbidi dei Colli Euganei, che da questa prospettiva sembrano quasi un’isola verde immersa nel mare della pianura.
Lasciato il Monte Ricco, riprendiamo a percorrere le strade che attraversano i Colli Euganei senza una vera meta, semplicemente seguendo l’istinto e fermandoci ogni volta che un panorama cattura la nostra attenzione.

Per tutta la giornata qualche nuvola aveva continuato a fare capolino nel cielo, ma proprio quando il sole inizia a scendere capiamo che forse quella variabilità è stata una fortuna. Ci fermiamo lungo una strada panoramica immersa tra i vigneti, chiamata Passo del Vento e, nel giro di pochi minuti, il cielo si accende di sfumature arancioni, gialle e rosse e viola che colorano le nuvole in modo quasi irreale. È uno di quei tramonti che non si possono programmare: semplicemente arrivano e ti costringono a fermarti, a tirare fuori la macchina fotografica e ad ammirare lo spettacolo senza fretta.
A quel punto, però, c’è un altro richiamo al quale è impossibile resistere: la fame. In fondo a pranzo ci eravamo accontentati di un semplice panino per non perdere tempo e continuare a esplorare i Colli Euganei, quindi la cena doveva essere all’altezza della giornata.

Dopo qualche ricerca troviamo Al Ponte de Riposo, un ristorante specializzato in carne alla griglia che, cosa per noi fondamentale, aveva ancora la cucina aperta nonostante l’ora piuttosto tarda.
La scelta cade su una fiorentina marinata all’aglio, una preparazione che non avevamo mai provato e che, lo ammetto, ci lasciava anche un po’ scettici. Bastano però pochi bocconi per cambiare completamente idea: un sapore intenso ma perfettamente equilibrato, diverso da qualsiasi altra fiorentina assaggiata fino a quel momento. Se poi aggiungiamo anche un conto decisamente più basso di quanto ci aspettassimo, direi che la serata non avrebbe potuto concludersi meglio.
La zona, una volta calata la notte, non offre particolari spunti fotografici e, dopo una giornata trascorsa quasi interamente all’aperto, decidiamo quindi di rientrare nel nostro alloggio.

La mattina dopo veniamo accolti da quella che, senza esagerare, è una delle colazioni migliori mai trovate durante i nostri viaggi. I proprietari di Casa Agricola Amicizia ci fanno trovare un enorme vassoio di paste artigianali preparato praticamente solo per noi, oltre a tutto il resto che normalmente ci si aspetterebbe da un bed & breakfast. Sono quei piccoli gesti che fanno davvero la differenza e che ti fanno già pensare che, se un giorno dovessimo tornare da queste parti, sapremmo già dove dormire.
Con lo stomaco decisamente soddisfatto scegliamo di dedicare l’ultima giornata ai borghi storici della zona, lasciando per un momento da parte sentieri e colline.
La prima tappa è Montagnana, uno dei borghi medievali meglio conservati d’Italia. Le sue imponenti mura, costruite nel Trecento dalla famiglia Carrarese, racchiudono ancora oggi il centro storico quasi completamente intatto e rappresentano uno degli esempi più spettacolari di architettura militare medievale del Veneto.
Tecla c’era già stata qualche anno prima, mentre per me è una scoperta assoluta. Mi aspettavo un luogo molto più turistico e affollato, invece, complice l’orario mattutino, riusciamo a passeggiare con estrema tranquillità tra le vie del centro, godendoci ogni scorcio senza la confusione delle grandi città d’arte.
Da appassionato di fotografia, poi, Montagnana è una continua fonte di ispirazione: le mura, le torri, i vicoli e le piazze sembrano offrire un’inquadratura diversa a ogni angolo.
Naturalmente non può mancare una salita sulla torre panoramica, da cui si apprezza ancora meglio la straordinaria cinta muraria che abbraccia l’intero borgo, e soprattutto il timbro sulla nostra mappa dei castelli del Veneto. Nella torre ci siamo fatti consegnare questa stupenda cartina che permette di collezionare un timbro per ogni castello del veneto visitato, trasformando ogni uscita in una sorta di piccola caccia al tesoro.

Dopo tutta quella camminata il caldo torna a farsi sentire e decidiamo di concederci uno spritz accompagnato da un piatto di ottimi bigoli in salsa, uno dei piatti tipici della zona

Nel pomeriggio ci spostiamo verso Este, altro luogo simbolo dei Colli Euganei e città che ha dato il nome all’antica civiltà degli Euganei prima e degli Atestini poi. Il suo castello, costruito nel Medioevo dalla famiglia Carrarese, domina ancora oggi il centro storico con le sue possenti mura e rappresenta uno dei monumenti più importanti della provincia di Padova.

Anche questa volta la fortuna sembra essere dalla nostra parte. Il weekend successivo, infatti, il castello avrebbe ospitato un concerto e numerose manifestazioni, con gran parte degli spazi già occupati da palchi e allestimenti, mentre questo qui riusciamo a salire sulle mura e ad ammirare il panorama dall’alto senza alcuna difficoltà, trovando anche il punto perfetto per evitare che le impalcature finissero nelle fotografie.
Nel frattempo il cielo torna lentamente a coprirsi e le nuvole iniziano ad addensarsi sopra i Colli Euganei, confermando che probabilmente il maltempo previsto non avrebbe tardato ad arrivare, così decidiamo di non aggiungere altre tappe e di concludere qui il nostro weekend.
Sono sicuro che, la prossima volta che attraverseremo questa zona percorrendo l’autostrada, non la guarderemo più come una semplice distesa di colline all’orizzonte, ma come un luogo pieno di ricordi, fotografie e angoli che aspettano soltanto di essere visitati ancora una volta.
