Nota come la “città del sole” sulla Costa Blanca spagnola, con oltre 300 giorni di sole all’anno, Alicante è stata pensata da noi come la meta perfetta per una fuga dall’inverno verso un assaggio di primavera anticipata.
Invece, il nostro viaggio ad Alicante inizia purtroppo con una brutta notizia: il meteo non è della nostra parte dato che le previsioni hanno messo due giorni su tre di pioggia, ed uno di vento degno della peggior Bora di Trieste. Comunque, mai fidarsi dei meteorologi, e dunque non ci perdiamo d’animo e iniziamo fiduciosi la nostra avventura. Ryanair è stranamente anche puntuale, dunque arriviamo in aeroporto all’orario previsto, che essendo piuttosto tardo, ci obbliga a prendere un taxi per raggiungere il centro. Pattuiamo una cifra con il tassista, che pur di rispettare gli accordi decide di sfidare il tassametro che corre e di immedesimarsi in Nuvolari, e in men che non si dica raggiungiamo il nostro alloggio, un appartamento al terzo piano di una palazzina ristrutturata, che si presenta molto bene con le sue due belle camere e parquet ovunque a terra (persino in bagno!).
L’iconica Esplanada d’Espanya
La notte vola, e al nostro risveglio ci attende una bella sorpresa: doveva essere una giornata completamente nuvolosa e a tratti anche piovosa, ma per fortuna in cielo splende un meraviglioso sole con neanche una nuvola all’orizzonte! Decidiamo quindi di approfittare della bella giornata ed iniziare subito la nostra visita con il centro città, recandoci subito alla “Via dei Boletus”, una strada pedonale nel centro di Alicante (Calle San Francisco) molto caratteristica, dove grosse statue di funghi rossi e bianchi costeggiano le case…sembra di essere finiti in Alice nel Paese delle Meraviglie! Essendo mattina presto (gli spagnoli non sono per nulla mattinieri) riusciamo tra l’altro a godercela appieno, con pochissima gente in giro.
Il mare ci chiama, e quindi subito dopo proseguiamo la nostra passeggiata verso l’Esplanada d’Espanya, il lungomare più emblematico di Alicante, noto per le palme che lo costeggiano e per il suo pavimento a mosaico tricolore (rosso Alicante, crema avorio e nero Marquina) che imita le onde del Mediterraneo con oltre 6 milioni di tessere! Passeggiare sotto il sole caldo, con una leggera brezza che soffia è una sensazione impagabile che ci fa assaporare una primavera anticipata.
Playa del Postiguet
Decisi a sfruttare il bel tempo, decidiamo di proseguire la nostra passeggiata verso la Playa del Postiguet, la spiaggia cittadina di Alicante che con la sua lunghissima striscia di sabbia dorata è il punto di ritrovo preferito degli abitanti del luogo. Qui Tecla riesce subito a combinare il primo malanno del viaggio, e per scattare una foto dello skyline del castello ben visibile dalla spiaggia, avanza piano piano verso la riva, passo dopo passo…fin quando un’onda la sorprende e finisce dentro l’acqua gelida con tutto il piede destro! Situazione ideale il 7 di febbraio!Per fortuna il sole continua a splendere, quindi (fiduciosa che la scarpa si asciughi prima o poi…) decidiamo di recarci subito al castello, il vero pezzo forte di Alicante.Il Castillo de Santa Bárbara si trova sul monte Benacantil, un promontorio roccioso di 166 metri a picco sul mare (tranquilli, c’è un ascensore per salire!) molto vicino al centro storico di Alicante, e ha avuto storicamente un’enorme importanza strategica in quanto permetteva di controllare l’intera baia della città e i territori circostanti (il Castello di Santa Barbara è una delle fortezze medievali più grandi di Spagna!). È composto da tre livelli distinti, tutti costruiti sulla montagna del Benacantil ma in epoche diverse: La Torreta, il livello più alto, dove si trovano i resti più antichi della fortezza, risalenti al XIV secolo, e l’imponente Torre dell’Omaggio. Nel livello intermedio si trovano sale ed ambienti costruiti nel secolo XVI, come il Salone Felipe II, il Corpo di Guardia, il Baluardo della Regina e il Patio dell’esercito. Il livello inferiore risale invece al secolo XVIII: qui si trova il Revellín del Bon Repós.
Qui trascorriamo ore curiosando tra torri, rovine, cunicoli, cannoni e sale, scattando mille fotografie dai punti più iconici sotto un caldo sole primaverile… ma il momento più emozionante della nostra visita è stato sicuramente raggiungere il livello più alto ed affacciarsi sulla scogliera ad ammirare il panorama mozzafiato su tutta Alicante!
Panoramica sul porto di Alicante
Tra una foto ed un’altra si è fatta ormai l’ora di pranzo, ed è quindi giunto il momento di salutare il castello e prepararci a gustare le famosissime tapas spagnole. Ci rechiamo quindi presso uno dei locali più iconici e conosciuti di Alicante, “La Cova de Santa María by La Milagrosa”, dove una tapas tira l’altra (provare per credere, le croquetas de jamòn sono una vera delizia!) e una cerveza segue inevitabilmente l’altra.
Tapas!
Ci riempiamo di pancetta, crocchette, patate e salumi tipici fino a scoppiare, e una volta sazi ci prepariamo a proseguire il nostro giro in esplorazione della città. Ahimè però quando usciamo dal locale, il caldo sole primaverile che splendeva poco prima è sparito lasciando spazio a nuvolone scure; i nostri piani vengono quindi stravolti e siamo costretti ad improvvisare, recandoci prima verso la “Plaza de Toros de Alicante” – l’arena dedicata alla famosa tradizione spagnola della corrida – e poi verso il barrio di Santa Cruz, un quartiere molto caratteristico che ricorda le isole greche per le sue casette bianche adornate di vasi colorati.
Qui speriamo di assistere ad un bel tramonto da uno dei tanti punti panoramici, ma purtroppo il sole cala inesorabilmente dietro alle nuvole, e non ci resta che scattare qualche foto del barrio all’ora blu, in compagnia dei molteplici gatti che sembrano essere i veri abitanti di questo quartiere.
Purtroppo avendo mangiato a pranzo troppo e troppo tardi, la sera non abbiamo molta fame e decidiamo di far spazio ad un grande ritorno recandoci alla nostra catena preferita 100 Montaditos per sgranocchiare giusto qualcosina. Lì però abbiamo la più grande rivelazione del viaggio: assaggiamo il Tinto de Verano che scopriamo essere una vera delizia! Eravamo molto scettici, ma dobbiamo ricrederci! Stabiliamo quindi che questa bevanda ci accompagnerà per il resto della nostra vacanza ad Alicante. Stanchi e soddisfatti c’è ancora il tempo di qualche scatto notturno sul molo con vista del castello, e poi andiamo dritti a letto.
Tinto de Verano e Montaditos!
La seconda giornata inizia ahimè con un’altra brutta sorpresa: tutti i meteo erano concordi sul fatto che la giornata sarebbe stata soleggiata, con appena qualche nuvoletta…e invece quando ci alziamo dal letto scopriamo che fuori il clima è tutt’altro che invitante: non solo ci sono nuvoloni neri tutt’altro che rassicuranti, ma è anche arrivato il famoso “Viento del noroeste” che spira rabbioso.
Vista dal Castell de Sant Ferran
Decidiamo comunque di seguire il nostro programma e di recarci al Castell de Sant Ferran, noto anche come Castillo de San Fernando, un sito storico affascinante situato sulla cima del Monte Tossal: forte bastionato costruito nel XIX secolo durante la Guerra d’Indipendenza contro i francesi, restano ormai visitabili solamente i torrioni da cui si gode però di una vista imperdibile sul Castillo del Santa Barbara e su tutta Alicante, forse la migliore veduta di tutta la città! Arrivati al castello, facciamo però un’amara scoperta: il castello purtroppo è stato chiuso per emergenza meteo dovuta al vento, dunque ci tocca accontentarci di ammirare il panorama da un angolino del parco (tranne per Tecla, che a causa di una folata di vento perde la sciarpa che finisce proprio all’interno del perimetro del castello, oltre il cancello ben chiuso con il lucchetto…non le resta che scavalcare, e cercando un’uscita dal labirintico castello, intanto riesce anche a dare un’occhiata!).
La prossima tappa è di nuovo il Barrio di Santa Cruz: ieri infatti lo abbiamo visto di sera e abbastanza frettolosamente, mentre merita invece una bella visita come si deve alla luce del giorno.
Si tratta di un piccolo e suggestivo quartiere totalmente a sé della città, situato appena al di sotto del Castillo di Santa Barbara, che fa parte di quella che era una volta la città vecchia fortificata chiamata ancora Villa Vella. Qui, tra ripide stradine e scalinate, nulla è arrivato dell’architettura moderna della città bassa, e abitazioni piccole, bianche, con le facciate decorate con l’indicazione del nome del proprietario e da finestre e vasi di fiori coloratissimi e vivaci, danno veramente l’impressione di essere finiti in un quartiere sudamericano oppure su un’isola greca.
Terminato il giro d’esplorazione, per pranzo ci rechiamo al famosissimo locale Tapa-Caña, che promette tapas gustose a pochissimo prezzo: la fila fuori è impressionante, ma ci stupiamo della rapidità con cui riusciamo ad ottenere un tavolo, peraltro nell’angolino più comodo e riservato del locale! Dovevamo immaginare che ci fosse qualcosa sotto…infatti appena accomodati a tavola, scopriamo che la formula con cui vengono servite qui le tapas è molto particolare: non è possibile ordinare da mangiare, perchè ogni tot minuti la cucina sforna un vassoio pieno di tapas miste, che vengono distribuite dai camerieri tra i vari tavoli. Indovinate cosa però? Il giro di distribuzione del cibo inizia sempre dalla stessa parte, e noi siamo l’ultimo tavolo a ricevere da mangiare, quindi quando il vassoio arriva da noi è sempre praticamente vuoto! Cerchiamo di non innervosirci, e dopo un po’ di attesa (e dopo aver fatto una giustificata ramanzina al cameriere) iniziamo a ricevere finalmente anche noi la nostra razione di tapas.
Tramonto al Mirador della Sanguina
Ebbene, terminato il pranzo è ora di smaltire tutto il chorizo mangiato, quindi la prossima tappa prevede di recarci sulla Serra Grossa, un parco forestale posto vicino alla città di Alicante e situato su un’altura rocciosa alta 173 metri, dove si trovano diversi punti panoramici sulla città. Scegliamo il Mirador della Sanguina, e dopo appena una quindicina di minuti di salita, arriviamo sulla sommità dell’altura, da dove la vista è veramente spettacolare. Lì attendiamo il tramonto, purtroppo sotto una vera e propria bufera di vento che ci costringe a ripararci tra i cespugli per poter resistere tutte quelle ore. Per fortuna però ne vale la pena: il sole fa finalmente capolino tra le nuvole, e il tramonto è uno spettacolo incantevole e iconico con il castello di Santa Barbara in primo piano. Infreddoliti e affamati, attendiamo che si accendano le prime luci della sera e poi iniziamo a scendere in direzione del centro storico, dove la serata si conclude con una gustosa cenetta a base di cotolette farcite (una delizia!) e boccali di tinto de verano in una delle birrerie più iconiche di Alicante.
Per la terza e ultima giornata speriamo solamente che il meteo regga, dato che nella notte era previsto un brutto temporale con grandine. Per fortuna quando ci alziamo splende il sole e la temperatura è meravigliosamente primaverile, quindi gioiamo del fatto di poterci godere l’ultima mattinata in giro per la città. Solamente una cosa è davvero rimasta fuori dal nostro programma per la quale è assolutamente necessario rimediare: assaggiare il famosissimo jamón serrano al mercato centrale di Alicante.
Ebbene qui riceviamo la vera e propria delusione della vacanza: il mercato centrale, che dovrebbe essere il luogo di ritrovo di tutta Alicante, strapieno di bancarelle con assaggi di prelibatezze, non è proprio niente di che! Complice probabilmente il fatto di essere fuori stagione, è quasi tutto chiuso e le poche bancarelle aperte offrono solo cibo già preconfezionato, molto diverso da quello che ci saremmo aspettati! Comunque non ci perdiamo d’animo, e decisi ad assaggiare il famoso prosciutto spagnolo, troviamo una macelleria artigianale che promette di avere dei meravigliosi taglieri.
Jamón Serrano
Ebbene, anche qui le aspettative sono deluse: il prosciutto lo assaggiamo, ma in minima quantità dato il prezzo folle da sceicchi (fino a 300€/kg, scherziamo??) e neanche tagliato sul momento ma già confezionato sottovuoto. Insomma molto buono…ma anche molto sopravvalutato! Vuoi mettere un buon prosciutto di San Daniele???
Ci resta ormai giusto il tempo di un’ultima passeggiata sotto le palme prima del volo di rientro. Adiós, España.