UN WEEKEND TRA VAL DI SOLE, VAL DI RABBI E VAL DI PEJO
Il nostro weekend in Val di sole, Val di rabbi e Val di Pejo inizia con le idee molto confuse, principalmente a causa delle previsioni del meteo che continuano a cambiare ogni cinque minuti: per la giornata di sabato il programma è in realtà abbastanza definito perché sembrerebbe esserci il sole, mentre per la giornata di domenica è ancora tutto indefinito.
Dato che una certezza non c’è, decidiamo che in caso di sole approfitteremo per esplorare i luoghi bellissimi che caratterizzano la zona, mentre in caso di pioggia ci chiuderemo al calduccio in una spa per un po’ di meritato relax (indovinate, la spa non la vedremo mai…).
Partiamo quindi di venerdì, per una volta nel primo pomeriggio, e il viaggio vola abbastanza nonostante i tanti km; una volta arrivati nel nostro hotel a Monclassico ci rendiamo subito conto della stranezza del posto, dato che per entrare nella nostra struttura – che sembra abbandonata – ci tocca passare per la porta di un altro albergo. Il prezzo e la comodità della posizione di questo hotel sono però impagabili; quindi, della bellezza poco ci importa purchè ad attenderci ci sia una camera accogliente con un caldo piumone. Ed infatti è così, quindi dopo una rapida cena in camera ci dirigiamo subito a letto, dato che la giornata di domani sarà sicuramente piena e movimentata.

Ci svegliamo di buon’ora, già con l’acquolina in bocca al pensiero della colazione che ci attenderà, e che si rivela in realtà fin sopra le aspettative: tra brioches, yoghurt, torte, panini e chi più ne ha più ne metta ci saziamo a sufficienza. Giusto il tempo di prepararci e partiamo alla volta delle famosissime Cascate di Saent in Val di Rabbi, alla scoperta delle quali sarà dedicata la nostra prima giornata di escursione.
Il nostro giro parte dal parcheggio al Coler (m. 1380), situato a circa 3km dall’abitato di Piazzola, dove scopriamo con piacere di poter lasciare gratuitamente la macchina essendo questo periodo considerato fuori stagione.
Da qui, nel giro di una quarantina di minuti, con un costante dislivello che da subito si fa sentire, raggiungiamo Malga Stablasolo (m. 1539), e poi, proseguendo su una strada forestale, entriamo nel vivo del percorso che conduce alla prima cascata (m. 1750). Questa è decisamente spettacolare, attorniata da larici infuocati e illuminata dai raggi di sole che filtrano in mezzo alle foglie degli alberi, e che ci regalano anche un meraviglioso arcobaleno sull’acqua che rende i nostri scatti indimenticabili.

La nostra escursione continua in salita lungo un sentierino che nel giro di poco ci conduce con i suoi ripidi tornanti a “scavallare” la montagna fino a giungere al caratteristico Pra di Saent (m. 1800), una meravigliosa valle di prati e larici infuocati incorniciata dall’appena imbiancata Cima Sternai. Qui passeggiamo costeggiando il torrente Rabbies e ci lasciamo travolgere dall’atmosfera magica di questo posto: sembra di essere immersi in una fiaba, di cui ci sentiamo esclusivi protagonisti dato che la maggior parte degli escursionisti si fermano alle cascate e non proseguono fino a lì. Proseguendo lungo questa selvaggia e incontaminata valle, poco dopo troviamo la piccola malga Pra de Saent, particolarissima per il fatto di essere chiusa ma di avere comunque una parte della struttura adibita a bivacco e aperta tutto l’anno. E appena sopra questa malga, si erge la Scalinata dei Larici Monumentali, un percorso che si fa strada fra gli alberi conducendoci al cospetto di larici centenari e coloratissimi in questo periodo dell’anno. Ci prendiamo del tempo per assaporare quel luogo immerso nel silenzio della natura, e dopo un po’ riprendiamo il viaggio di ritorno abbastanza sgambettando, dato che ad attenderci c’è un tramonto in uno dei punti più panoramici della Val di sole.
Arriviamo giusto in tempo per vedere il cielo infiammarsi di colori, ma non avevamo tenuto conto del fatto che essendo questo punto molto esposto saremmo stati travolti da una bufera di vento che ci avrebbe congelato fin da subito mani e piedi (per poi passare rapidamente anche al cervello); scattiamo quindi le ultime foto, ed è poi decisamente ora di andare a riscaldarci con dei buoni canederli in brodo e una croccante cotoletta. Naturalmente gli imprevisti sono sempre in agguato, infatti sulla via del ritorno (per non farci mancare mai nulla) alla povera Zafira si brucia una lampadina, e un gruppo di cervi decide di fare capolino sulla strada saltando praticamente con un unico balzo da un tornante all’altro. Comunque tutto è bene quel che finisce bene: la lampadina è stata aggiustata, i cervi li abbiamo schivati, e i canederli erano spettacolari!!!

La seconda giornata inizia con la solita sveglia di buon’ora e con un’altra deliziosa colazione (per non farci mancare nulla oggi ci sono anche i profiteroles…quanti ne abbiamo mangiati!!), e dato che il dislivello di ieri si fa sentire, decidiamo di optare per una mattinata (almeno finchè il tempo regge) un po’ più tranquilla in esplorazione on the road dei fiabeschi paesini della Val di Sole, per poi riservarci nel pomeriggio la scelta in base al meteo di andare in spa o di continuare il nostro giro.
Ci dirigiamo quindi innanzitutto a Marilleva 1400 (quanti ricordi per Tecla che ha passato in quei luoghi anni e anni di settimane bianche), sperando di trovare un punto panoramico che apra sulla vallata e sui tre paesini di Termenago, Castello e Ortisè, però purtroppo Marilleva si fa trovare come un paesino semi deserto e incastrato in boschi impenetrabili. Decidiamo quindi di dirigerci verso la Val di Pejo, dove ci perdiamo ad ammirare qua e là scorci pittoreschi di paesini immersi tra alberi colorati, e facciamo tappa nel suggestivo paese di Celentino, che offre una splendida vista su Pejo Fonti e sulla cima del Monte Vioz. Dato che il meteo sembra promettere bene anche per il pomeriggio, con un bel sole e il cielo limpido e azzurro, decidiamo quindi di proseguire sul nostro itinerario originale e di dirigerci verso il Lago di Pian Palù, abbandonando definitivamente l’idea della spa.
Proseguiamo quindi in macchina fino al Fontanino di Celentino, dove lasciamo l’auto e continuiamo a piedi per circa una mezz’ora; si tratta di una salita costante ma non eccessivamente impegnativa, che rapidamente ci conduce fino al Lago di Pian Palù. Una volta arrivati in cima, lo spettacolo che si apre davanti ai nostri occhi è pazzesco: si tratta di un bacino artificiale che sfrutta le acque del torrente Noce, affluente del fiume Adige, ed edificato durante gli anni Cinquanta ad un’altitudine di circa 1800 m s.l.m.; con la sua diga alta più di 50 metri, il luogo è veramente suggestivo e il lago sembra del tutto naturale.

Circondato da larici infuocati, il lago offre un bellissimo contrasto con il suo color smeraldo e le cime innevate ed impressionanti del Monte Comiciolo e del Cocchiole, fino agli oltre 3.000 mt della Punta di Ercavallo, che si riflettono nelle sue acque. Ci innamoriamo di questo luogo, e passiamo il resto del pomeriggio cercando uno scorcio dopo l’altro, nonostante il meteo decida ad un certo punto di cambiare repentinamente: proprio quando Leo decide di far volare il drone, inizia infatti una bella nevicata coi controfiocchi, e la cosa peggiore è la bufera di vento che si scatena e che genera un tremendo effetto Wind Chill che in poco tempo ci congela mani e piedi. A quel punto decidiamo che è ora di abbandonare quel luogo splendido, e soddisfatti dell’incredibile foliage a cui anche quest’anno abbiamo assistito, ci dirigiamo di corsa verso valle.
L’ultima tappa del nostro viaggio (decisa all’ultimo visto che il meteo non è ormai dei migliori e quindi pensiamo sia meglio riavviarci verso casa) è il belvedere sul Lago di Cles, dove purtroppo arriviamo un paio di minuti in ritardo rispetto al momento clou del tramonto, ma che ci regala comunque scatti meravigliosi al crepuscolo.
