SULLE NOTE DI EINAUDI: UN WEEKEND TRA VILLACH E I LAGHI DI FUSINE
Ci sono viaggi che nascono da un programma preciso, studiato nei minimi dettagli, con tappe, orari e luoghi già decisi mesi prima, e poi ci sono quei weekend che prendono forma quasi per caso, imprevisti e occasioni che arrivano all’improvviso; questo viaggio appartiene sicuramente alla seconda categoria, perché l’unica vera certezza fin dall’inizio era quella di assistere al concerto di Ludovico Einaudi ai Laghi di Fusine.
I biglietti del concerto li avevamo acquistati già a febbraio, perché nel giro di pochissimi giorni l’evento è andato completamente sold out, rendendo praticamente impossibile trovare ancora qualche posto disponibile. Per il resto, invece, l’organizzazione era rimasta abbastanza flessibile: inizialmente avevamo pensato di fermarci due notti in Austria, ma pochi giorni prima della partenza arriva un invito a un compleanno e, quasi per fortuna, avevamo già deciso di ridurre il soggiorno a una sola notte, riuscendo così a partecipare alla serata senza dover rinunciare a nulla.

Anche la partenza, questa volta, è piuttosto particolare, perché non iniziamo il viaggio direttamente da casa ma da Domegge di Cadore, dove la sera precedente avevamo trascorso la serata tra musica, birra pong, wurstel, pastin un giro in Val d’Oten e tante risate che si sono protratte fino alle quattro del mattino. Una di quelle serate che mentre vivi sai già che presenterà il conto il giorno successivo, e infatti la sveglia arriva decisamente troppo presto rispetto alle ore di sonno accumulate.
Alla fine riusciamo comunque a metterci in macchina, anche se con qualche ora di ritardo rispetto ai programmi iniziali, e questo si ripercuote immediatamente sul viaggio: tra il traffico del sabato mattina e oltre un’ora di coda in autostrada impieghiamo più di tre ore per attraversare Veneto e Friuli Venezia Giulia e raggiungere la zona di Villach.
Arrivati alla nostra sistemazione, la Locanda El Toro a Coccau, appena oltre il confine austriaco, scopriamo che il check-in non è previsto alle dodici, ma soltanto nel pomeriggio. Un piccolo problema, considerando che il nostro programma prevedeva di lasciare subito i bagagli e sfruttare le poche ore di bel tempo previste prima dell’arrivo del maltempo.
Dopo qualche telefonata, qualche incomprensione e imprecazione reciproca tra Tecla e il nostro host, riusciamo comunque a trovare una soluzione: il proprietario ci spiega come recuperare autonomamente le chiavi al nostro rientro e, sistemata la questione, possiamo finalmente partire alla scoperta della zona.

La prima tappa è il Burg Landskron, uno dei simboli della Carinzia, una fortezza medievale costruita su uno sperone roccioso sopra la città di Villach, da cui domina tutta la valle circostante e il vicino lago di Ossiach. La posizione strategica del castello gli ha permesso nei secoli di avere un ruolo importante come punto di controllo delle vie di collegamento tra il mondo alpino e quello italiano, anche se oggi ciò che rimane è soprattutto il fascino delle sue antiche mura e delle sue rovine immerse in un paesaggio spettacolare.
All’interno della struttura si trova anche la famosa Adler Arena, una scuola di falconeria dove vengono ospitati diversi rapaci, tra cui aquile, falchi e gufi, protagonisti di dimostrazioni di volo che permettono ai visitatori di conoscere più da vicino questi animali e il loro rapporto con la tradizione alpina.
Il motivo principale della mia visita, però, è soprattutto fotografico. Avevo già immaginato alcune fotografie da realizzare dall’alto e, nonostante il portale austriaco analogo a D-Flight indicasse la zona come libera al volo, rimango comunque qualche minuto con il dubbio se far decollare o meno il drone, soprattutto considerando la presenza della falconeria e dei numerosi visitatori. Alla fine decido di provarci e la scelta si rivela assolutamente azzeccata: appena il drone prende quota, davanti ai miei occhi compare una prospettiva completamente diversa, con il castello arroccato sulla collina, il lago di Ossiach sullo sfondo e le montagne della Carinzia che iniziano lentamente a essere avvolte dalle prime nuvole in arrivo. Sono quei momenti in cui una fotografia non è soltanto un’immagine, ma diventa la conferma che un viaggio sta prendendo esattamente la direzione che avevi immaginato.
Purtroppo il cielo non sembra volerci concedere ancora molto tempo. Le prime nuvole scure iniziano ad avanzare rapidamente e decidiamo quindi di spostarci verso il centro di Villach, sperando di riuscire almeno a visitare la città prima dell’arrivo della pioggia.

Il centro storico non è particolarmente grande, ma conserva quella piacevole atmosfera tipica delle cittadine austriache, fatta di piazze ordinate, edifici colorati, vie pedonali curate e piccoli dettagli che invitano a passeggiare senza fretta. Facciamo un giro nella Hauptplatz, passiamo davanti alla chiesa di San Giacomo e ci concediamo qualche minuto tra i negozi del centro, ma il cielo sopra di noi racconta ormai chiaramente quello che sta per succedere. Prima arriva qualche tuono lontano, poi le prime gocce.
Infine, nel giro di pochi minuti, si scatena un vero e proprio diluvio. Raggiungiamo la macchina cercando di ripararci come possiamo e, una volta dentro, ci rendiamo conto che il programma della giornata è completamente compromesso. Il nostro obiettivo successivo sarebbe stato il Dobratsch, la montagna sopra Villach con la sua spettacolare croce di vetta a oltre 2.000 metri, da cui in condizioni ideali si può ammirare un panorama incredibile sulla Carinzia e sulle montagne circostanti, con questo tempo però non avrebbe alcun senso.

Con il Dobratsch ormai fuori programma a causa del maltempo, decidiamo di prendere la situazione con filosofia e cambiare completamente tabella di viaggio. La prima necessità è trovare un posto dove mangiare qualcosa e, conoscendo ormai la nostra tradizione ogni volta che attraversiamo il confine austriaco, la scelta non poteva che ricadere su una Wiener Schnitzel. Ci fermiamo quindi da Schnitzelwelt, una sorta di fast food dedicato alla cotoletta che, nonostante dall’esterno possa ricordare una catena qualsiasi, si rivela invece una piacevole sorpresa: le cotolette vengono preparate al momento e il risultato è decisamente migliore rispetto a quello che ci aspettavamo. Davanti a due enormi Wiener Schnitzel accompagnate dalle immancabili patatine fritte, mentre fuori il temporale continua a imperversare.
Il meteo però non sembra voler migliorare e, dopo aver controllato ancora una volta le previsioni, capiamo che anche aspettare qualche ora non avrebbe cambiato molto la situazione. Il Dobratsch dovrà quindi aspettare un’altra volta e decidiamo di fare una cosa che normalmente non programmiamo quasi mai durante i nostri weekend: concederci qualche ora di puro relax.
Ci dirigiamo così verso Bad Bleiberg, dove troviamo il Vivea Hotel, una splendida struttura quattro stelle conosciuta per il suo centro wellness aperto anche agli ospiti esterni. Arriviamo proprio all’orario di apertura del day spa e, appena entriamo, ci rendiamo conto di aver trovato probabilmente la soluzione migliore per una giornata che sembrava ormai completamente compromessa.

Davanti a noi si apre un vero piccolo paradiso: piscine interne, idromassaggi, diverse tipologie di sauna, bagno turco, aree relax e persino una piscina esterna riscaldata che decidiamo di provare nonostante il temporale continui a cadere tutto intorno a noi. Ed è proprio questo il bello del momento: essere immersi nell’acqua calda mentre sopra la testa il cielo scarica tutta la sua forza, creando un contrasto quasi surreale tra il freddo della montagna e il calore del centro benessere.
Alla fine trascorriamo quasi tutto il pomeriggio tra piscine e saune, dimenticandoci completamente dei programmi iniziali e lasciandoci trasportare da una giornata diversa dal previsto, ma proprio per questo ancora più piacevole. Quello che doveva essere un semplice piano B diventa invece una delle esperienze più rilassanti del weekend.
Quando usciamo è ormai sera e, nonostante la Wiener Schnitzel mangiata poche ore prima, la fame torna inevitabilmente a farsi sentire. Il problema, come spesso accade in Austria, è trovare un ristorante aperto a tarda sera: alle dieci e mezza molti locali hanno già chiuso la cucina e trovare qualcosa sembra quasi una missione impossibile.

Fortunatamente, poco distante dalla Spa, troviamo un piccolo pub che si rivela una delle sorprese più divertenti del viaggio. Il proprietario è contemporaneamente barista, cameriere, intrattenitore e tuttofare, un personaggio capace di trasformare una semplice cena in una serata piena di risate. La pizza non sarà sicuramente paragonabile a quella italiana, ma accompagnata da due birre alla spina e dall’atmosfera del locale diventa comunque perfetta.
Dopo questa lunga giornata, finalmente torniamo alla Locanda El Toro sperando soltanto che il nostro host abbia mantenuto la promessa e lasciato le chiavi dove concordato. Quando la serratura gira senza problemi arriva quasi un piccolo momento di soddisfazione: dopo una giornata iniziata con qualche difficoltà, tra ritardi, pioggia e programmi saltati, possiamo finalmente lasciarci cadere sul letto e recuperare le energie.
Questa mattina non ci aspetta una giornata tranquilla anzi, ci aspetta probabilmente il momento più importante dell’intero weekend.
La destinazione sono i Laghi di Fusine. Essendo il concerto di Ludovico Einaudi completamente sold out, sappiamo già che trovare parcheggio vicino ai laghi sarà praticamente impossibile. Lasciamo quindi la macchina più lontano e affrontiamo il tratto finale a piedi, una scelta che inizialmente sembra quasi un obbligo ma che alla fine si trasforma in una piacevole passeggiata nel bosco, con l’aria fresca della montagna che accompagna lentamente il nostro avvicinamento.
Quando arriviamo troviamo già diverse persone in attesa, ma fortunatamente riusciamo quasi incredibilmente a conquistare un posto davanti al pianoforte di Einaudi. Per sicurezza ci assicuriamo anche una posizione qualche fila più indietro, nel caso l’organizzazione avesse deciso di far rimanere tutti seduti. La scelta si rivelerà fondamentale.

Dopo diverse ore di attesa sotto un sole cocente finalmente arriva il momento tanto aspettato. Un lungo applauso parte dal pubblico e Ludovico Einaudi entra sul palco.
Per scelta dell’artista tutti devono rimanere seduti e in assoluto silenzio, creando un’atmosfera incredibile. Per circa un’ora e mezza il suo pianoforte accompagna il paesaggio circostante, con le note che sembrano fondersi con il bosco, le montagne e la tranquillità dei laghi. Non sembra quasi un normale concerto, ma un momento sospeso nel tempo, dove musica e natura diventano un’unica cosa creando uno spettacolo da pelle d’oca.

Purtroppo, però, anche questa volta il meteo decide di essere protagonista. Verso la fine dell’esibizione arriva la comunicazione dell’organizzazione: un forte temporale è in arrivo e il concerto deve terminare prima del previsto. La cosa incredibile è che appena Einaudi saluta il pubblico il cielo sembra liberarsi completamente e, nel giro di pochissimi minuti, inizia un vero e proprio diluvio.
Con soltanto le mantelline impermeabili a disposizione ci ripariamo come possiamo sotto gli alberi insieme a centinaia di altre persone, aspettando che la situazione migliori. Dopo circa un’ora il temporale finalmente diminuisce di intensità e riusciamo a tornare verso la macchina sotto una leggera pioggia. Stanchi, bagnati ma incredibilmente soddisfatti, iniziamo il viaggio di ritorno verso casa. Prima di concludere definitivamente questo weekend, però, decidiamo di fare un’ultima piccola deviazione: il Forte di Osoppo. Situato su un colle che domina la pianura friulana, il forte è un luogo dalla grande importanza storica grazie alla sua posizione strategica, utilizzata nei secoli come punto difensivo e militare. Oggi, oltre al suo valore storico, è soprattutto un magnifico punto panoramico da cui ammirare il territorio circostante.
Arriviamo giusto in tempo per il tramonto e, ancora una volta, il cielo sembra volerci mettere alla prova: durante la giornata avevamo sperato in qualche raggio di sole, mentre ora che avremmo voluto qualche nuvola colorata per rendere il tramonto più spettacolare il cielo è quasi completamente sereno.
Nonostante questo, rimaniamo qualche minuto ad ammirare le ultime luci del sole che lentamente illumina la pianura prima di ripartire definitivamente verso casa.

È stato un weekend nato quasi per caso, senza grandi aspettative e con un programma completamente rivoluzionato dal meteo.
Tra Villach, il castello di Landskron, una spa scoperta all’ultimo momento, una cena improvvisata, la musica di Einaudi davanti ai Laghi di Fusine e un ultimo tramonto sul Forte di Osoppo, ogni piccolo imprevisto ha finito per diventare parte integrante del viaggio.
